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INFORMAZIONI E ARTICOLI

Salute della donna
Vaccino contro il Papilloma virus
Campagna di vaccinazione gratuita per 280 mila ragazze.

Tra i diversi tumori della donna, quello causato dal virus HPV, ovvero il papilloma virus, è probabilmente quello contro il quale la prevenzione e la ricerca hanno compiuto più passi avanti. Già oggi infatti il tumore provocato da questo virus, quello della cervice uterina, può essere prevenuto con una diagnosi precoce attraverso uno screening con il pap test. Eppure nonostante ciò sono ancora 1000 le donne che perdono la vita ogni anno nel nostro Paese a causa di questa forma di cancro.

Oggi siamo qui per rinnovare il nostro impegno nell'informazione e nella diffusione capillare dei programmi di screening che, come vedremo più avanti, presentano purtroppo una diffusione disomogenea nelle diverse zone del Paese, con un forte ritardo nelle regioni meridionali. Un impegno testimoniato anche dall'aumento delle risorse per gli screening tumorali effettuato con appositi stanziamenti nell'ultima legge finanziaria.

Ma oggi siamo qui anche per annunciare con soddisfazione che l'Italia sarà il primo Paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazioni pubblica contro il virus HPV e ciò avverrà contestualmente all'immissione in commercio nel nostro Paese - la delibera dell'Aifa è attesa il prossimo 1 febbraio – di un nuovo vaccino contro il virus del papilloma umano che apre nuove prospettive per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina.

Le informazioni scientifiche oggi disponibili ci dicono che siamo in presenza di un vaccino sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l'insorgenza di un'infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di questo tumore. Questo vaccino, al pari di tutti i nuovi presidi di prevenzione, deve essere utilizzato all'interno di una strategia di offerta pubblica ispirata ai principi dell'efficienza, dell'equità di accesso e dell'uso controllato per sorvegliare attivamente gli effetti sulla popolazione esposta al vaccino.

I principali organismi tecnico scientifici – il Consiglio Superiore di Sanità (CSS), che ha espresso in proposito uno specifico parere l'11 gennaio scorso, e la Commissione Tecnico Scientifica (CTS) dell'AIFA – hanno indicato la necessità di intervenire in via prioritaria avviando una campagna di offerta attiva e gratuita rivolta a una coorte di ragazze in età prepubere (età individuata: 12 anni) che negli anni produrrà una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione.

In Italia le dodicenni sono circa 280.000 e saranno chiamate ad una vaccinazione con una dose iniziale e due richiami entro i sei mesi dalla prima. La spesa prevista a carico del Ssn è valutata in circa 75 milioni di euro l'anno.

A questa età è massimo il profilo beneficio-rischio in quanto sono pressoché assenti infezioni pregresse (il virus si trasmette infatti abitualmente per via sessuale) e ci si può attendere il raggiungimento delle più elevate coperture vaccinali. Un ulteriore sviluppo della strategia vaccinale prevede l'allargamento dell'offerta attiva ad altre coorti di donne (tra i 25 e i 26 anni), preferibilmente in concomitanza con il primo invito all'esecuzione dello screening attraverso il pap test.

L'utilizzazione di questo vaccino rappresenta un importante presidio di prevenzione che si affianca, ma non sostituisce, lo screening periodico, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Anche perchè il vaccino attuale è attivo, come sottolineato, contro il 70% dei virus associati al carcinoma uterino: quindi, per il restante 30%, l'unica prevenzione resta il pap-test.

A tale proposito bisogna ricordare che il vaccino produrrà effetti sulla prevenzione del cancro della cervice tra alcuni decenni, mentre siamo in grado attualmente di ridurre drasticamente l'incidenza di questo tumore attraverso il miglioramento della strategia di prevenzione basata sullo screening.

Il vaccino, al di fuori delle vaccinazioni programmate, sarà comunque disponibile a pagamento in farmacia previa prescrizione del medico, ed è indicato per le donne che non hanno ancora contratto l'infezione.

Altri Paesi europei hanno reso disponibile sul mercato il vaccino, ma l'Italia è appunto il primo Paese europeo che assicurerà contestualmente la commercializzazione e la rimborsabilità, nell'ambito di un programma nazionale di vaccinazione attiva definito e programmato dal Ministero della Salute di intesa con l'Aifa.


Fonte: Ministero della Salute, 24 gennaio 2007

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